Porto dell'olio

Tevere e Porto dell'Olio

Del cosiddetto “Porto dell’olio”, antico scalo fluviale sul Tevere, non vi è, ad oggi, alcuna traccia visibile. La causa è dovuta alle continue modifiche delle linee di costa e all’occupazione dei terreni per coltivazioni agricole. Svolse un’importante funzione strategica tra Umbria e Sabina e venne utilizzato sino a tutto il ‘700, principalmente come imbarco di prodotti agricoli e manifatture autoctone: da qui si commercializzavano, infatti, i prodotti dell'entroterra verso Roma. Il porto venne utilizzato anche per il trasporto dei reperti provenienti dagli scavi archeologici dell’antica Ocriculum risalenti al 1776 e diretti da Giuseppe Pannini.