Via Flaminia

Via Flaminia

Nell’area archeologica di Ocriculum è ancora oggi riconoscibile un tratto dell’Antica Via Flaminia, strada di collegamento tra Roma e Rimini. Costruita sotto la censura di Gaio Flaminio il Vecchio nel 220 a.C. circa ne conosciamo il percorso grazie alla Tabula Peuntigeriana, all’Itinerarium Antonini, all’Itinerarium Hierosolymitanum e alle indicazioni riportate nei cosiddetti “bicchieri di Vicarello” rinvenuti presso il lago di Bracciano. 

Lunga 209 miglia romane corrispondenti a circa 310 km, la strada si inoltrava nel territorio umbro dove le prime due tappe erano Otricoli e Narni. La strada, il cui percorso è stato in parte utilizzato per la costruzione della moderna via Flaminia, entrava con un diverticolo all’interno della città antica. Il tratto attualmente visibile è formato da grandi basoli di leucite provenienti da antiche cave delle vicinanze e conserva ancora evidenti i segni dei carri. 

Alcuni monumenti funerari si affacciano direttamente sulla Via Flaminia tra cui un monumento funerario a tamburo su base quadrata e di grandi dimensioni costruito in opera cementizia e rivestito di blocchi di travertino disposti per testa e per taglio. Accanto al monumento sono visibili, a destra, la cosiddetta Tomba a torre e a sinistra una fonte pubblica: la Fonte, che si apre sulla via Flaminia con un ingresso gradinato, è divisa all'interno da due balaustre in pietra, dove sono ancora visibili i segni delle funi dei secchi usati per l'approvvigionamento dell'acqua.