Rocca di Albornoz

Rocca di Albornoz

La Rocca che sovrasta la città viene edificata nel luogo ove era attivo un modesto monastero di clarisse. “Principessa di fati e di tempi” la costruzione è in realtà segno di un potere “straniero”, il papato, in quella posizione e con quelle alte torri doveva incutere timore e rispetto ai narnesi che potevano vederla dal basso in alto. 

Quadrilatero di rigorosa ed equilibrata geometria è una vera e possente postazione militare e oltre ad essere residenza del Governatore o del Capitano della Rocca ospita nel tempo una guarnigione di soldati fino a diventare carcere a servizio dello stato pontificio, funzione svolta fino agli anni immediatamente successivi l’Unità d’Italia. Alla torre più alta, detta “maschio” (o di Sant’Alessio, ad ovest) ne è addossata una più piccola chiamata “femmina” che contiene una ingegnosa e angusta scala a chiocciola utile a raggiungere il terrazzo di sommità (dal quale si controllano visivamente il territorio e la relativa viabilità, a 360°) e i grandi ambienti voltati intermedi. Sulla terrazza del maschio, rivolta verso la città perché tutti intendessero, era collocata una potente colubrina nominata “la scarmigliata”. Sono ancora visibili tracce degli elementi della struttura di difesa quali le botole apribili tra i beccatelli dalle quali gettare palle di pietra, pece e oli bollenti (si notano con chiarezza le sbrecciature provocate sulle murature in basso). Le altre torri portano il nome di San Bernardo (a nord), San Filippo (ad est) e San Jacopo (a sud).